🔵Monoclonali in Lombardia: la risposta alla mia interrogazione lascia perplessi

Monoclonali da cortocircuito. Ad ottobre dosi regalate alla Romania, ora scarseggiano e Regione Lombardia denuncia la mancanza di dosi. Al Poma partite dalla scorsa settimana le somministrazioni; previsto l’arrivo anche di nuove formulazioni.

In Regione Lombardia è cortocircuito monoclonale. Interrogata in merito l’impiego delle terapie precoci il Vicepresidente e Assessore al Welfare Letizia Moratti risponde alla mia interrogazione depositata a novembre. A precisa domanda, Moratti riconosce importanza e valenza degli studi che ne hanno descritta l’efficacia entro i parametri indicati dalla medicina.

Bene anche l’apertura ad aumentarne disponibilità e utilizzo. Tuttavia il vicepresidente Moratti, mentre annuncia l’intenzione ad aumentarne disponibilità e utilizzo, assicura anche l’impegno della struttura a sanarne una attuale carenza.

Un argomento che lascia perplessi. Come mai Regione Lombardia ad ottobre caricava 5200 unità di monoclonali su di un cargo per Bucarest, e ora ne lamenta la scarsità? Il riferimento è all’operazione di fine anno con la quale la Lombardia si era ufficialmente impegnata in una operazione di solidarietà nei confronti del Paese colpito in quei momenti da una impressionante ondata di contagi e mortalità. Operazione di solidarietà e responsabilità civile, secondo alcuni, soluzione per evitare che i farmaci rimasti nel frattempo inutilizzati nelle farmacie ospedaliere arrivassero pericolosamente vicini alla data di scadenza secondo altri. Sei milioni e mezzo di euro, in entrambi i casi, il valore della stiva decollata. Ad ottobre erano state 741 le dosi di monoclonali impiegate in trattamenti potenzialmente salvavita. 34mila erano state le morti covid registrate da inizio pandemia sino all’autunno dello scorso anno.

Quante dosi ad oggi siano state acquistate non è possibile saperlo. Bisogna chiedere – spiega Moratti – alla struttura commissariale. Quante utilizzate? Nemmeno.

Queste vengono somministrate su indicazione di pochi prescrittori – per la provincia di Mantova, l’Asst ha individuato un medico soltanto che però riceve candidature anche dai colleghi della medicina territoriale.

Ci sono però anche le buone notizie. Al Poma è iniziata la scorsa settimana la somministrazione delle nuove terapie precoci, monoclonali attivi e antivirali, quelle che hanno significativa efficacia se avviate entro i primi sette giorni della sintomatologia. A Cremona i primi pazienti risultano arruolati da due settimane. A breve è attesa la disponibilità anche di un nuovo formulato, dalle premesse ancora più efficace. Le terapie precoci sono indicate per pazienti in particolari condizioni di fragilità: i monoclonali a partire dai dodici anni di età, gli antivirali dai diciotto.

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