SERVIZIO IDRICO INTEGRATO MANTOVA. SUPERARE L’AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE E’ POSSIBILE

Oggi il Consiglio Regionale, in sede di discussione del progetto di legge collegato al bilancio 2019 ha approvato l’ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che impegna la Giunta a considerare il progetto di legge del M5S di riforma della gestione del servizio idrico integrato come atto prioritario di discussione in Consiglio Regionale.

L’approvazione di questo atto significa che la maggioranza è d’accordo con noi sulla necessità di ristrutturare la gestione del Servizio Idrico Integrato e ritiene i contenuti del nostro progetto di legge validi argomenti di discussione e approfondimento. La nostra proposta di legge regionale intende tutelare le gestioni efficienti del Servizio Idrico Integrato (SII) attualmente presenti nel territorio regionale permettendo alla regione di superare il criterio di delimitazione del perimetro degli ambiti territoriali ottimali (ATO) corrispondente ai confini amministrativi delle province. Oggi infatti ogni provincia costituisce un ATO con un Gestore Unico del SII. Deve essere possibile per l’amministrazione regionale, sentiti i comuni e gli enti interessati, individuare anche ambiti di dimensioni  inferiori alle province con rispettivi gestori, permettendo così a piccole realtà che si sono distinte nella gestione efficiente e democratica del servizio idrico di continuare con il loro modello di gestione e non essere obbligate a sottostare un Gestore Unico provinciale.
Non solo la Regione potrà individuare nuovi ATO, ma il nostro progetto di legge prevede anche che i comuni stessi e le province possano proporre di nuovi alla Regione, favorendo così un percorso di partecipazione pubblica dal basso. Il testo della proposta di legge prevede anche che l’individuazione degli ATO inferiori ai confini amministrativi delle province tenga in considerazione i bacini idrografici, al fine della ottimizzazione del servizio idrico integrato. Nella nostra provincia, a solo titolo di esempio, possiamo trovare il bacino del Chiese. La nostra proposta di legge inoltre ottempera al risultato del referendum nazionale del 2011 sull’acqua pubblica e al referendum consultivo provinciale  dello scorso 18 novembre: infatti il testo prevede anche che i gestori unici dei singoli ATO dovranno necessariamente essere a totale partecipazione pubblica, escludendo qualsiasi quota o compartecipazione di soggetti privati, il cui unico scopo è notoriamente il profitto.

Ora ci aspettiamo che in sede di calendarizzazione dei lavori del Consiglio regionale che la Giunta si faccia promotrice della discussione del nostro progetto di legge e che il Presidente del Consiglio lo inserisca all’interno della programmazione trimestrale, affinché la Commissione Ambiente possa iniziare al più presto il suo approfondimento.

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